Armonizzatori Cranio Occlusali Montorsi - ACOM :: Il Metodo Montorsi Soulet-Besombes

  Metodo ACOM
ideato dal Dott. Adriano Montorsi

 docente in gnatoposturologia
 
 Master in Posturologia
 Master in Metodologiche Specialistiche in Posturologia
 1° Facoltà di Medicina e Chirurgia Università “La Sapienza” di Roma

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ARMONIZZATORI CRANIO OCCLUSALI MONTORSI (ACOM)

 

Secondo quale meccanismo il Metodo Montorsi ACOM® funziona?


La cosa sorprendente è che un attivatore così potente sia stato per tanto tempo trascurato, ma forse la risposta più consona è data dalla mancanza di un adeguato “grantsmanship” da parte degli ideatori, ma che un ricercatore debba descrivere in anticipo ciò che si aspetta di scoprire, in che modo lo farà e con quali costi sembra limitante per le attitudini di chi “vede” ciò che gli altri non vedono.

Molti anni fa personalmente ho intuito che dietro tale metodica vi fossero potenzialità enormi ancora non studiate, ma soprattutto neppure “immaginate”.

Parecchi anni fa ho iniziato ad utilizzare tali attivatori in modo dapprima quasi come un osservatore dei suoi stupefacenti effetti, poi iniziando a studiarlo e soprattutto a cercare di comprendere il perché funzioni, cosa incredibilmente mai spiegata in modo esaustivo.

Si è così venuti a conoscenza che lo straordinario effetto ortopedico cranio-occlusale dato dalla viscoelasticità del materiale lo compone ed il riposizionamento della mandibola associato all’azione sul mascellare superiore sono causa di un “effetto armonico di ritorno” sulle suture craniche con un’azione di spinta sui “vettori” dei denti (che sono anche i vettori di accrescimento) che convergono sull’apofisi crista-galli punto di partenza delle membrane intracraniche di tensione reciproca.

Il concetto è: vi è una corrispondenza biunivoca tra osteopatia craniale ed occlusione dentale. Il motivo per cui spesso (oltre il 60% dei casi) l’ortodonzia che utilizza dispositivi metallici e/o rigidi causa uno squilibrio ”contenuto” che predispone a un disequilibrio che l’organismo tende a manifestare in un’altra direzione e la colonna vertebrale, le cui vertebre cervicali sono la continuazione delle ossa del cranio, è l’organo specifico per favorire queste compensazioni che possono evolvere in scoliosi.

Le immagini seguenti chiariscono il concetto dell’azione di spinta sui vettori dei denti:

Alla luce di quanto esposto si può anche capire il meccanismo di azione del bruxismo: quando siano presenti problematiche occlusali e le membrane a tensione reciproca siano in tensione anomala si instaura un meccanismo di difesa che mira a scaricare attraverso i denti dette tensioni, ma l’usura dei denti che ne consegue tende ad ingenerare un loop sempre maggiormente ingravescente.

Tale meccanismo spiega anche perché i pazienti in disfunzione tendano a rompere apparecchi ortodontici e staccare continuamente i “brakets” ortodontici in quanto le forze applicate dall’ortodontista sui singoli denti contrastano con l’equilibrio della mappatura dei denti intrinseca a tale centro di forze ed è il motivo delle recidive ortodontiche tanto più evidenti quanto più la posizione finale dettata dalla terapia ortodontica sia lontana dal corretto equilibrio di forze.

Nella mia pratica ed osservazioni ho constatato che i sintomi più frequenti associati alla terapia ortodontica e sistematicamente ignorati dall’ortodontista sono incubi o mancanza completa di sogni, fenomeni psichici eccessivi o sgradevoli con iperattività, difficoltà di concentrazione, diminuzione della creatività e problemi ad occhi ed orecchie e che tali sintomi sono gli stessi che nella medicina energetica cinese corrispondono al 6° Chakra (il 3° occhio) che produce il controllo della coscienza e che tale Chakra ha sede proprio a livello della crista-galli e tali sintomi sono i primi ad essere eliminati, quando presenti, dal passaggio da una ortodonzia meccanica al metodo Montorsi.

Purtroppo Pediatri, Medici di base, Ortopedici, Dentisti ed Ortodontisti continuano ad ignorare la “medicina dell’evidenza” nascondendosi dietro concetti di scientificità sempre più difficili da difendere.

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